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La Fondazione
Il gruppo si pose sotto la protezione di San Michele, su consiglio dei padri Spagnoli stessi, senza alcun riferimento all’oratorio San Michele che si stava costruendo in quegli anni, ma con esplicito riferimento all’Arcangelo Michele grande esempio di lotta contro Satana. Gli inizi non furono facili sia per le difficoltà interne che esterne: nel 1925 i padri Spagnoli lasciarono il santuario, la sede era diventata troppo piccola, ed inoltre il clima diffuso di oppressione legato al consolidarsi della dittatura fascista non lasciava posto alla libera iniziativa né tanto meno alle associazioni di carattere ecclesiale o religioso viste come rivali.
I sostenitori del gruppo nel periodo ’25-’27 sono stati don Ferdinando Tonzar, distaccato da Sant’Ambrogio nella curazia del santuario rimasta sguarnita di sacerdoti, Giovanni Bollesi, giunto a Monfalcone dal Pola I dopo aver avuto contatti con il Roma 3 e Giovanni Marassi, pure giunto a Monfalcone dal Pola I, uniti a Matteo Radossi, Bruno Franceschini e Pietro Visintini.
L’autoscioglimento avvenne il 30.1.27, senza aspettare la soppressione di forza prevista dal decreto regio 9.1.27 n.5 per i centri inferiori a 20.000 abitanti: alla Messa di quella domenica per l’ultima volta furono indossate le divise e portati in pubblico fiamma e guidoni. Incominciava così la vita delle nostre Aquile Randagie che se non continuarono a ritrovarsi nella clandestinità come le celebri Aquile Randagie lombarde tuttavia custodirono e coltivarono il seme dello scoutismo attraverso gli oggetti, i segni e le traduzioni dei testi che erano riuscite ad avere, affinché, avvicinandosi tempi migliori, tutto ciò potesse dare buoni frutti.[….]
Tratto da "Il significato di una presenza" 1995
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