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Il Gruppo ASCI fino al 1974
In precedenza i Pionieri, scout dai 18 ai 21 anni, svolgevano già qualche attività specifica uniti nella squadriglia delle Volpi, ma non esisteva la terza branca con un suo proprio metodo, così importante per la completezza della formazione attraverso la Strada, la Comunità, il Servizio e così apprezzata in ASCI – ed ora in AGESCI – nel panorama dello scoutismo europeo.
I primi 11 firmatari – Iginio Barbariol, Pio Barbariol, Renzo Bettella, Orlando Collutti, Renato Pascolat, Paolo Rocco, rover del Monfalcone II aggregato al Monfalcone I, Adriano Scocchi, Luciano Strizzalo, Valentino Tossut, Mario Valenti, Antonio Visintini – erano contemporaneamente Rover ed Aiuto Capi nelle unità per il perenne bisogno di formare futuri Capi. Il Clan “La Quercia” aprì così nuove e complete prospettive agli scout, che usciti dal reparto entravano come novizi tra i rover con una festa e cerimonia particolare che per tradizione avveniva la domenica precedente il 21 novembre, solennità della Madonna della Salute per Monfalcone e mandamento.
Il ’54 vede il gruppo impegnato per l’anniversario del decennio: la festa del due e tre ottobre viene pensata insieme al Ceppo AGI ed al Monfalcone II. Per gli associati è un rivivere gli eventi di cui erano stati protagonisti; per genitori, amici, simpatizzanti ed autorità diventa occasione per un’efficace trasmissione del messaggio essenziale dello scoutismo attraverso conferenze, proiezioni, mostre e la ricostruzione di un campo scout.
In quello stesso anno il reparto aveva partecipato al III Campo Nazionale in Val Fondello nel Parco Nazionale d’Abruzzo ricevendo dallo scambio di esperienze e dai contatti personali con scout di tutta Italia nuovo entusiasmo e competenza.
Questa particolare apertura che è propria dello scoutismo parte dall’avventura scout e viene avvertita all’esterno come un certo modo di affrontare la vita – considerare possibile ciò che gli altri giudicano impossibile- portò il gruppo ad impegnarsi nel territorio per far vivere ad altri ragazzi l’esperienza scout o per dare una mano a gruppi in crisi. Non sempre queste iniziative ebbero il risultato sperato come ad esempio a Ronchi dove alla fine degli anni 50 il gruppo dovette essere temporaneamente chiuso.[……]
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