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Dal 1974 al 1994
Non siamo all′altezza. Negli anni successivi e fino all′86, pur realizzando le consuete attività estive ed in sede, il gruppo si dibatte con una serie di problemi: la numerosità e debolezza del clan, la grande domanda di entrare in associazione da parte di lupetti/e ed esploratori e guide, l′entrata in Comunità Capi di adulti, privi o quasi di un passato scout. È questo un fenomeno abbastanza diffuso su scala nazionale che dimostra l′alzarsi della domanda educativa – lo scoutismo è pur sempre una buona esca à ed il tentativo di far fronte ad essa accogliendo adulti dall′esterno e formandoli attraverso appositi campi scuola per extrassociativi.
Date queste condizioni, il reparto maschile “Il Grappolo”, aperto nel ′78, vive fino all′86 quando si fonde con l′altro reparto maschile “San Michele”: questo è il motivo per il quale l′attuale reparto maschile si chiama “San Michele-Grappolo”. Nel 1982, si chiude il Branco “Orione” à che era stato aperto nel 1973-. Dato l′alto numero di Rover e Scolte si costituirono due Clan: uno guidato da Paolo Pinelli e Simonetta Bernobini, l′altro guidato da Ettore Tognan e Mafalda Crasnich, A.E. è don Gianfranco Rigotti: entrambi i Clan si preparano alla Route Nazionale dei Piani di Pezza (′86).[…]
Nell′86 il gruppo vive la crisi più grave degli ultimi vent′anni, si riesce a formulare il Progetto Educativo cosî detto “della riscossa” ritornando agli essenziali valori di vita e di scoutismo, ma nella Comunità restano quattro persone. La sopravvivenza delle unità è però garantita e con saggezza: i due reparti maschili erano stati infatti fusi in uno, gli A.E: don Flavio Zanetti e don Fulvio Ostroman sono completamente coinvolti in quest′opera di ricostruzione, si mettono insieme le forze effettuando, ad esempio, il Campo di reparto maschile e femminile contemporaneamente.
Questo lavoro in profondità e questo impegno intenso e costante non impediscono all′esiguo gruppetto dei Capi di occuparsi della situazione delle Squadriglie libere di Duino-Aurisina-Borgo San Mauro, grazie alla presenza ed al servizio in quel territorio di Giorgio Cusma che era entrato nella Comunità Capi già nel 1984.
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